P.E.I. – Partenariato Europeo per l’Innovazione

La Provincia Autonoma di Trento ha emanato i bandi per l’operazione 16.1.1 del Psr che, promuovono la creazione di Gruppi Operativi nell’ambito del Partenariato Europeo per l’Innovazione (Pei) per la produttività e la sostenibilità agricola.
Con l’operazione 16.1.1 si è voluto rispondere, a seguito del confronto con il partenariato e dall’analisi di contesto, alle difficoltà presenti nel settore agricolo, agroalimentare e forestale in relazione al trasferimento dell’innovazione nella pratica, al dialogo ed alla condivisione delle strategie fra comparto produttivo e ambiti di ricerca, con l’obiettivo di incentivare l’innovazione dal basso con un approccio bottom-up e rafforzare i legami tra agricoltura e altri settori; ovvero promuovere investimenti che siano in grado di produrre risultati prontamente applicabili nelle aziende agricole, sulla base delle effettive esigenze degli agricoltori in termini di maggiore produttività, sviluppo sostenibile e riduzione dei costi.

In particolare l’operazione 16.1.1, mira a rinsaldare i nessi tra il mondo produttivo, la ricerca e l’innovazione nel settore agricolo e forestale (Focus area 1b), soddisfacendo i fabbisogni espressi dal territorio in merito alla necessità di sviluppo di progetti innovativi e di miglioramento dell’efficienza energetica e favorendo soluzioni innovative che abbiano ricadute concrete nella pratica.
Il sostegno è concesso in forma di contributo in conto capitale a rimborso delle spese ammissibili ed è pari all’80 % delle spese ammissibili per la fase di “selezione del progetto e relativo GO” con un limite massimo di spesa ammissibile per domanda di 500.000,00 euro ed un limite minimo di 15.000,00 euro.
Il beneficiario del sostegno è il GO, il quale deve individuare un soggetto che faccia da capofila amministrativo.
Il GO deve obbligatoriamente comprendere la presenza di almeno due partners di cui almeno uno dei soggetti componenti con la qualifica di impresa del settore agricolo, agroalimentare o forestale o loro associazione.

Per maggiori informazioni sulle opportunità di finanziamento, visita il sito del PSR http://www.psr.provincia.tn.it/ e della Commissione europea dedicato al FEASR https://ec.europa.eu/agriculture/rural-development-2014-2020_it

  • I.T.A. 2.0 – Innovation Tecnology Agricolture 2.0
  • C&A 4.0 – Climate and Agriculture 4.0
  • DeSMaLF – Decision Support for Sustainable Management of Livestock Farming in the Alps
  • T.A.F./17 – “Talented” Trentino agriculture-forestry

I.T.A. 2.0 – Innovation Tecnology Agricolture 2.0

Il progetto I.T.A. 2.0. (Innovation Tecnology Agriculture) ha concorso al bando operazione 16.1.1. PSR 2014-2020 della Provincia Autonoma di Trento “Gruppi Operativi nell’ambito dei PEI” – Fase 2, risultando fra i progetti ammessi. Il progetto promosso da Co.Di.Pr.A. ha l’obiettivo di dare concrete risposte alle imprese agricole favorendone la competitività tramite l’adozione e lo sviluppo di innovative misure e strumenti di gestione del rischio. I partner del progetto, che ha durata triennale, sono: Agriduemila srl, Fondazione Edmund Mach, Università di Padova, Coldiretti Trento, Asnacodi, C.A.A. ATS (Confagricoltura), Itas Mutua, A & A; il gruppo di lavoro rappresenta le diverse realtà coinvolte nella gestione del rischio in agricoltura ed ha l’obiettivo della massima diffusione e ricaduta dell’innovazione.
L’evoluzione della gestione del rischio, introdotta nei nuovi indirizzi comunitari, propone la definizione di strumenti che evolvano dalla semplice gestione dei danni da avversità atmosferiche, singole o associate, verso soluzioni più articolate e complesse che tutelino le imprese agricole da tutti i fattori di incertezza che possano compromettere la redditività dell’impresa (calamità naturali, fitopatie, volatilità dei prezzi delle produzioni agricole “I.S.T.”). Questo permette alle imprese di perseguire un vantaggio competitivo e di rafforzare, con i necessari investimenti, le proprie posizioni di mercato, le iniziative per aumentare le conoscenze e le innovazioni, ciò godendo di una adeguata e soddisfacente protezione. Lo sviluppo di nuovi strumenti di gestione del rischio diventa elemento facilitatore per indirizzare le imprese e le filiere collegate, verso soluzioni virtuose a beneficio di un auspicabile sviluppo sociale ed economico delle aree interessate, in un mutuo concetto di responsabilità.

Nel concreto, gli obiettivi operativi del progetto sono:

  • L’allargamento della protezione assicurativa introducendo nell’oggetto di garanzia delle polizze agevolate l’insieme delle avversità atmosferiche, nonché delle fitopatie (come Peronospora della vite, Cydia Pomonella, Drosophila Suzukii, cimice asiatica);
  • L’attivazione di un fondo mutualistico per la stabilizzazione del reddito. Le dinamiche di globalizzazione dei mercati hanno determinato nuovi processi di volatilità dei prezzi dei beni agricoli rispetto alle catene di formazione del valore storicamente presenti, alle quali eravamo convenzionalmente abituati.

L’attuale realtà agricola, e più in generale agroalimentare, evidenzia notevoli difficoltà nell’acquisizione di elementi economici previsti dalla regolamentazione comunitaria, in grado di individuare la redditività dell’impresa prima e l’eventuale perdita di valore poi. Per far fronte a tale criticità è necessario individuare metodologie di rilevazione e parametri benchmark in grado di sviluppare l’attuazione di questi nuovi strumenti di stabilizzazione del reddito in un’ottica di semplificazione del processo.

La costituzione di una rete di banche dati certificate e costantemente aggiornate, interconnesse e facilmente consultabili anche dagli stessi imprenditori agricoli, in grado di fornire gli elementi agronomici/economici per l’efficientamento dei processi produttivi, l’innovazione e la qualità imprenditoriale delle imprese agricole attraverso una nuova formazione del processo decisionale.

Partendo dai dati dei fascicoli aziendali, e di conseguenza dal P.A.I., il sistema informativo permetterà, ai diversi attori del settore, di integrare i dati di natura assicurativa e una rendicontazione trasparente delle perizie attraverso l’utilizzo di elementi di georeferenziazione delle produzioni dell’azienda, nonché di avere a disposizione i dati, certificati e corretti, necessari alle loro specifiche e diverse funzioni.

Operazione 16.1.1 – Gruppi Operativi nell’ambito dei PEI
Obiettivo 2A: Migliorare le prestazioni economiche di tutte le aziende agricole e incoraggiare la ristrutturazione e l’ammodernamento, in particolare per aumentare la quota di mercato e l’orientamento al mercato nonché la diversificazione dell’attività

Spesa ammessa al contributo € 448.585,46
Contributo concesso € 358.868,37

C&A 4.0 – Climate and Agriculture 4.0

Il progetto C & A 4.0 (Climate and Agriculture 4.0) ha come partner: Capofila amministrativo Co.Di.Pr.A., Fondazione Edmund Mach, Fondazione Bruno Kessler, APOT, Federazione Provinciale dei consorzi irrigui e di miglioramento fondiario e Consorzio Innovazione Frutta.
In questi ultimi 30 anni a causa dei mutamenti climatici, la Provincia di Trento sta assistendo al fenomeno di anticipo del risveglio vegetativo delle colture e di conseguenza delle fioriture, tali da esporre le stesse ad un maggior rischio di ritorni di freddo primaverili; rischio aumentato, in questi ultimi anni, anche per il ripetersi di tali fenomeni. Questi due fattori combinati tra loro, anticipo vegetativo e fenomeni estremi di gelo primaverile, hanno causato rilevanti perdite di produzione sia nelle zone frutticole (mele in particolare) che viticole, mettendo a dura prova la sostenibilità economica delle imprese agricole trentine.
Il sistema frutticolo trentino attualmente, in alcune zone e in modo parziale, utilizza sistemi di difesa attiva antibrina utilizzando quasi esclusivamente l’irrigazione sopra chioma. Il principio fisico del metodo si basa sulla proprietà dell’acqua di liberare calore, passando dallo stato liquido a quello solido. È quindi la trasformazione in ghiaccio dell’acqua che libera energia sotto forma di “calore latente” (80 cal/g) che impedisce alla temperatura di scendere. La formazione di ghiaccio sui fiori mantiene la temperatura attorno a 0 °C.
Tale difesa attiva, risulta comunque oggi insufficiente in quanto interessa una piccola parte di produzione agricola complessiva ed ha come fattore limitante la scarsa disponibilità della risorsa acqua, considerando che per la difesa non si può attuare la turnazione delle erogazioni.
Le attuali tecnologie forniscono altri sistemi di difesa antibrina come i miscelatori d’aria (ventole) e irrigazione sotto chioma con micro sprinkler.
Al fine di trovare un sistema combinato che sfrutti al meglio le potenzialità delle diverse tecniche di difesa attiva, è necessario effettuare un monitoraggio del territorio agricolo trentino, sia da punto di vista agronomico/climatico, per quantificarne la sensibilità al rischio gelo, comprendendone le dinamiche evolutive del clima, e le specificità orografiche e geopedologiche, al fine di identificare il sistema di difesa attiva più idoneo per le diverse aree e colture.
I criteri di spazializzazione dei dati meteo-climatici, come sopra illustrato, possono differire anche significativamente per le diverse variabili, e la loro mappatura su un territorio topograficamente e climaticamente complesso (come quello in esame) richiede procedure specifiche e dedicate.
La mappatura dovrà essere collocata all’interno di una piattaforma informatica dinamica, che dovrà esprimere per singola area territoriale, non solo gli indici e le informazioni, alla base di questo progetto (entità del rischio gelo e compatibilità di sistema di difesa attiva), ma contenere i molteplici dati utilizzati per esprimere tali indicazioni.
Questo progetto ha proprio lo scopo di mettere in relazione sinergica le due componenti di difesa, attiva a passiva, per un miglior ed economico utilizzo delle stesse, nel nuovo contesto di mutazione climatica. Inoltre un’analisi meticolosa delle caratteristiche delle diverse realtà agronomiche ambientali, potrà orientare al meglio la Pubblica Amministrazione nel distribuire le risorse finanziarie dedicate al sostegno delle reddittività delle nostre imprese agricole a fronte dell’acuirsi dei rischi atmosferici nella nostra provincia (PSR). Questo progetto, che in una logica stringente di priorità è inizialmente orientato verso la difesa dall’avversità gelo, ha come ulteriore finalità quella di una tutela complessiva delle nostre produzioni, da tutte le diverse componenti climatiche avverse come la siccità, gli eccessi di umidità del suolo e di calore.
È evidente, pertanto, che parte non secondaria di questa iniziativa, che di fatto ne sottende il significato, è la miglior utilizzazione della preziosa risorsa acqua, non solo in termini di quantità utilizzata, ma di una sua più idonea distribuzione, legata alle differenti necessità della pianta, nelle sue diverse fasi fenologiche, per migliorare l’aspetto qualitativo delle produzioni.
Altro aspetto correlato, è quello della difesa fitosanitaria, per un suo utilizzo ambientalmente compatibile ed adeguato in termini economici e di efficacia. Infatti l’interpolazione e la messa a disposizione dei dati meteo/ambientali, legati alla conoscenza della fase vegetativa della coltura, sono fattori determinanti il miglior utilizzo dei trattamenti fitosanitari e della loro eco sostenibilità.

Operazione 16.1.1 – Gruppi Operativi nell’ambito dei PEI
Obiettivo 4B: Migliorare la gestione delle risorse idriche

Spesa ammessa al contributo € 446.703,90
Contributo concesso € 357.363,12

T.A.F./17 – “Talented” Trentino agriculture-forestry

Il progetto T.A.F./17 – “Talented” Trentino agriculture-forestry ha come partner il Centro Assistenza Imprese Coldiretti del Trentino srl, CNR – Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree, Associazione PEFC Italia, Co.Di.Pr.A. e Agriduemila srl.
Se nel passato l’agricoltore aveva quasi l’obbligo di fare riferimento alla propria “azienda” come unità di vita e sussistenza, oggi tutti prendono sempre più coscienza dell’importanza basilare di guardare oltre il proprio appezzamento. Ogni agricoltore viene così ad essere parte di un sistema produttivo più ampio, articolato e vitale, che somma le esigenze aziendali con quelle dell’ambiente circostante, per finire alla componente sociale, rappresentata dai cittadini e dalle loro esigenze emergenti in termini di vivibilità e fruizione del territorio. In questo senso è fondamentale osservare come il Trentino sia rimasto fondamentalmente una realtà basata sulla natura, con un’agricoltura certamente diversa e più specializzata ma con una base “verde” nettamente prevalente e praticamente stabile da decenni, con l’89% della superficie coperta da boschi e pascoli, il 2,8% di aree urbanizzate ed il 5,4 % utilizzato per le colture agricole. Bosco ed agricoltura non sono tra loro antagoniste e si troveranno necessariamente sempre più ad interagire fra di loro. Sono molteplici e riconosciuti gli utilizzi delle fibre di cellulosa derivanti dal legno di origine forestale già presenti sul mercato, come la Viscosa, il Modal e il Lyocell. Sono fibre chimiche artificiali dove la cellulosa viene estratta dal legno.
Con l’avanzare della tecnologia i processi di estrazioni sono diventati sempre più green, fino all’uso di reagenti completamente non inquinanti. Queste rappresentano un’alternativa pulita ad altre fibre sintetiche (derivate dal petrolio) e anche al cotone. Il materiale di partenza per la produzione è il legno forestale, che nel Trentino deriva da foreste gestite in modo sostenibile, secondo i canoni dell’agricoltura naturalistica, confermate dalla certificazione PEFC. La produzione dei tessuti di origine forestale consuma 1/3 di energia e 60 volte meno acqua di una uguale produzione del tessuto di cotone. L’albero ed il suo legno vengono tradizionalmente valorizzati in tante maniere dall’industria all’edilizia, fino all’energia. Oggi si punta anche a produrre materiali “nobili” quali ad esempio fibre, tessuti ed innovativi imballaggi per packaging dei prodotti.
Il know how tecnologico attualmente disponibile, l’emergente consapevolezza collettiva alle tematiche di sostenibilità ambientale e sociale, la sempre maggiore propensione del legislatore verso la limitazione dell’utilizzo di materie plastiche ed il particolare contesto economico e rurale del territorio trentino sono state i preamboli su cui gli attori hanno elaborato questo progetto. Il programma di tale attività si prefigge quindi di valutare lo sviluppo di una filiera virtuosa in grado di coniugare gli aspetti ambientali con una valorizzazione economica e sociale delle materie locali.
Sulla base di questi spunti è emersa l’opportunità di ricercare e testare materiali innovativi di origine forestale nella direzione di un sistema sempre più attento agli aspetti ambientali e alla sfida di un’economia circolare e sostenibile. A tal proposito il progetto “La fibra dell’agri-selvicoltura trentina” si prefigge di sperimentare e promuovere utilizzi innovativi delle risorse forestali locali attraverso prodotti utilizzabili anche nei processi dell’agricoltura trentina partendo dal comparto produttivo fino alla commercializzazione dei prodotti agricoli. Nello specifico si vogliono valutare prodotti legnosi trasformandoli in prodotti come fibre, tessuti e materiali per la legatura delle colture, per la copertura (pacciamanti o protettivi), per gli imballaggi in rete e packaging, in sostituzione degli attuali materiali di origine fossile. Infatti le fibre del legno, se opportunamente trattate, sia in purezza che con altre fibre o materiali, possono dar luogo a prodotti performanti, concretamente utilizzabili nel settore agricolo e non solo nonché completamente biodegradabili. Questo porterebbe ad una coerenza “prodotto-imballaggio” in grado di far emergere la complessità e la totalità di un territorio fornendo quindi un importante valore aggiunto, trasferendo le logiche che l’agricoltore applica fin dalla fase produttiva fino alla commercializzazione finale. In sintesi potremmo quindi dire che si otterrebbe un più alto valore delle risorse locali con un minor impatto sull’ambiente.

Operazione 16.1.1 – Gruppi Operativi nell’ambito dei PEI
Obiettivo 5B: aumentare l’efficienza nell’uso dell’energia nell’agricoltura e nell’industria alimentare.

Spesa ammessa al contributo € 402.840,34
Contributo concesso € 322.272,28

DeSMaLF – Decision Support for Sustainable Management of Livestock Farming in the Alps

Il progetto DeSMaLF “Decision Support for Sustainable Management of Livestock Farming in the Alps” ha come partner Fondazione Edmund Mach (Capofila amministrativo), Co.Di.Pr.A., Federazione Provinciale Allevatori, Associazione Regionale Allevatori della Lombardia, Beratungsring (consulenza per l’agricoltura montana), Bauernbund-service srl, e mira a:

  • rafforzare il settore della consulenza tecnico-economica in zootecnia, attraverso il superamento di alcune criticità organizzative e tecnologiche attualmente rilevate e l’ampliamento dell’adesione da parte degli imprenditori zootecnici trentini e, allo stesso tempo;
  • creare indicatori e modelli economici e ambientali di sostenibilità ed indirizzo del sistema allevatoriale alpino, supportato dall’implementazione di un innovativo Fondo IST (Income Stabilisation Tool – Strumento per la stabilizzazione del reddito) nel settore zootecnico.

In sintesi, si vogliono analizzare e superare le criticità organizzative e tecnologiche che caratterizzano l’esperienza attivata a partire dal 2015 in provincia di Trento. Tra le prime si possono annoverare gli aspetti giuridici relativi alla tutela della riservatezza dei dati e il rapporto con altre basi dati, con finalità fiscali e statistiche, al fine di ridurre il più possibile il disturbo statistico a carico degli operatori zootecnici. Fra le seconde, non per importanza, la necessità di sviluppare un software orientato alla consulenza che consenta di indirizzare scelte produttive, sostenibili sia in termini ambientali che economici. A tal fine verranno monitorati i dati contabili aziendali con l’obiettivo di promuovere modelli allevatoriali in equilibrio ambientale ed economico, dal punto di vista dimensionale e di orientamento produttivo.
Le competenze e il ruolo di due realtà estremamente rappresentative del settore, quali Co.Di.Pr.A. e FPA, faciliteranno l’allargamento della platea dei destinatari del servizio di consulenza tecnico-economica dalle attuali 30/40 unità a non meno di 100 unità aziendali. Grazie alla collaborazione con partner terzi rispetto alla Provincia di Trento sarà possibile coinvolgere anche aziende extraprovinciali, integrando la base dati al fine di accrescere la significatività degli indici e dare ripetibilità dei risultati rispetto ad altri contesti zootecnici dell’arco alpino.
Le aziende partecipanti saranno messe in grado di valutare le scelte aziendali effettuate sulla base di dati oggettivi e del confronto con i risultati di gruppi omogenei di aziende, rafforzandone le capacità imprenditoriali. L’attività di consulenza si limiterà alla valutazione dei risultati a consuntivo, con finalità di controllo sulla gestione effettuata, ma permetterà di simulare l’impatto economico di scelte agro-ambientali su casi reali, per esempio nell’ambito della gestione dei reflui, verificandone la sostenibilità e orientando le decisioni dei decisori pubblici e privati.
Una parte dei dati rilevati attraverso l’attività del progetto saranno impiegati, nell’ovvio rispetto delle norme di legge, in particolare del Codice di deontologia e di buona condotta per i trattamenti di dati personali per scopi statistici e scientifici, per monitorare l’andamento dei redditi del settore, nel suo complesso e per specifici gruppi di aziende. Verrà cioè costituita un’indispensabile rete di rilevazione, oggettiva, accurata e tempestiva, per l’attivazione da parte di Co.Di.Pr.A. di un fondo mutualistico per coprire le perdite di reddito determinate dalle fluttuazioni di mercato. Tale strumento sarà strutturato con l’obiettivo di sostenere e favorire le aziende che si impegnano a tradurre operativamente il risultato della ricerca nella effettiva pratica aziendale.

Operazione 16.1.1 – Gruppi Operativi nell’ambito dei PEI
Obiettivo 2A: migliorare le prestazioni economiche di tutte le aziende agricole e incoraggiare la ristrutturazione e l’ammodernamento delle aziende agricole, in particolare per aumentare la quota di mercato e l’orientamento al mercato nonché la diversificazione delle attività
Obiettivo 3A: migliorare la competitività dei produttori primari integrandoli meglio nella filiera agroalimentare attraverso i regimi di qualità, la creazione di un valore aggiunto per i prodotti agricoli, la promozione dei prodotti nei mercati locali, le filiere corte, le associazioni e organizzazioni di produttori e le organizzazioni interprofessionali.

Domanda in fase di Istruttoria